Apertura al mondo e Responsabilità globale: il dott. Francesco Mattia Cianci racconta la sua esperienza nel sud dell’Etiopia

Competenze che diventano responsabilità, progetti che creano valore
Dalla scuola di Turmi alle strategie d’impresa: una riflessione con le classi quinte sul valore condiviso e sul futuro che possiamo contribuire a costruire.
Che cosa significa generare valore? E come si trasforma il desiderio di contribuire in un progetto capace di produrre un cambiamento duraturo? Sono le domande che il dott. Francesco Mattia Cianci ha condiviso con i suoi studenti delle classi quinte dei Licei e dell’Istituto Tecnico AFM del Collegio Pio X, partendo dall’esperienza nella scuola Labela di Turmi, nel sud dell’Etiopia.
“L’incontro con questa realtà, frequentata da circa ottanta studenti, mi ha posto davanti a difficoltà concrete: materiali insufficienti, necessità di formazione per gli insegnanti, problemi di accesso all’acqua e alle cure. Mi sono chiesto quale contributo potessi offrire attraverso le mie competenze di docente e dirigente.”
Da quella domanda è nato un percorso di collaborazione con la scuola e gli interlocutori locali, dedicato alla formazione dei docenti, al supporto degli apprendimenti e alla preparazione di strumenti didattici, affiancato da interventi in ambito igienico e sanitario.
La motivazione ha avviato il progetto; il confronto con la realtà ne ha fatto maturare il metodo. Ascoltare, definire le priorità, riconoscere risorse e vincoli, organizzare le attività e verificarne i risultati sono diventati passaggi essenziali. Consegnare un materiale è un’azione; comprendere se contribuisce all’apprendimento richiede osservazione e continuità. La domanda decisiva riguarda ciò che resta dopo la mia partenza: competenze, responsabilità e strumenti che permettano alla scuola di proseguire con crescente autonomia.
Da questa esperienza, il confronto con gli studenti si è ampliato allo shared value, il valore condiviso, elaborato da Michael Porter e Mark Kramer: un approccio nel quale affrontare un bisogno sociale contribuisce anche alla creazione di valore economico e alla competitività dell’impresa. Gli esempi di Nestlé, Enel e M-Pesa hanno mostrato modalità diverse, dal rafforzamento dei produttori alla formazione professionale, fino a servizi che superano barriere di accesso.
Il caso di Birra Peroni ha offerto un’ulteriore prospettiva sul rapporto tra visione e risultati. La strategia delle cinque P – Purpose, People, Planet, Portafoglio e Profit – presenta il profitto come conseguenza del valore costruito nelle altre dimensioni e come risorsa per sostenere gli investimenti futuri. È una visione da mettere alla prova nelle scelte concrete: quali benefici producono gli investimenti nelle persone, nell’ambiente e nella filiera, e come contribuiscono alla solidità dell’impresa?
“Il progetto educativo di Turmi resta un’esperienza di cooperazione. La riflessione sul valore condiviso apre però una prospettiva ulteriore, che sto cercando di sviluppare attraverso la valorizzazione di una piccola attività turistica a guida locale. La sfida è costruire un modello nel quale competenze della comunità, rispetto dell’identità culturale e qualità dell’esperienza offerta alimentino opportunità economiche durature.”
Per gli studenti prossimi a scegliere il proprio futuro, il filo conduttore è il rapporto tra competenze e responsabilità. Accanto alla domanda su quale professione intraprendere, possiamo chiederci quali problemi saremo capaci di affrontare e con chi potremo costruire una risposta.
Trovare il proprio posto nel mondo significa anche domandarsi quale parte del mondo potrà essere migliore perché abbiamo deciso di esserci.