Liceo Classico 

Treviso: Pericolo di Crollo

Il provocatorio Titolo della mostra organizzata dalla classe prima

 

 

 

I 22 alunni della prima liceo classico hanno visitato la città e fotografato i "contenitori vuoti, allo scopo di sollecitare l'Amministrazione comunale a un utilizzo degli stessi.
il progetto, coordinato dalla prof.ssa Bidoli e dalla prof.ssa Saccon, ed intitolato “Treviso, pericolo di crollo”, consisteva nell’esposizione di circa una sessantina di foto che immortalavano i palazzi pubblici “vuoti” della nostra città ma anche quelli che, artisticamente parlando, la rendono meno piacevole all’immagine per le loro bizzarre strutture o per i loro colori eccessivamente appariscenti...Inoltre, affinchè il nostro pensiero arrivasse dritto nelle menti dei visitatori, senza permettere di prendere alcuna scorciatoia, abbiamo pensato di annotare su fogli bianchi i nostri pensieri e le nostre idee, fantasticando e immaginando la città che vorremmo: una città con più verde, con più sorrisi e meno sperpero,… Sappiamo di certo che l’impresa che ci siamo prefissati di raggiungere è di certo ardua ma è anche vero che bisogna avere il coraggio di affrontare queste tematiche ambientali in modo da riuscire a suscitare quel flebile interesse, verso le personalità politiche territoriali, che potrebbero, con il loro interessamento, modificare o quanto meno attuare una politica mirata a riportare la nostra città ad un luogo d’interesse storico-culturale, così come lo era sino a qualche decennio fa.

 

I 22 alunni della prima liceo classico hanno visitato la città e fotografato i "contenitori vuoti, allo scopo di sollecitare l'Amministrazione comunale a un utilizzo degli stessi. il progetto, coordinato dalla prof.ssa Bidoli e dalla prof.ssa Saccon, ed intitolato “Treviso, pericolo di crollo”, consisteva nell’esposizione di circa una sessantina di foto che immortalavano i palazzi pubblici “vuoti” della nostra città ma anche quelli che, artisticamente parlando, la rendono meno piacevole all’immagine per le loro bizzarre strutture o per i loro colori eccessivamente appariscenti...Inoltre, affinchè il nostro pensiero arrivasse dritto nelle menti dei visitatori, senza permettere di prendere alcuna scorciatoia, abbiamo pensato di annotare su fogli bianchi i nostri pensieri e le nostre idee, fantasticando e immaginando la città che vorremmo: una città con più verde, con più sorrisi e meno sperpero,… Sappiamo di certo che l’impresa che ci siamo prefissati di raggiungere è di certo ardua ma è anche vero che bisogna avere il coraggio di affrontare queste tematiche ambientali in modo da riuscire a suscitare quel flebile interesse, verso le personalità politiche territoriali, che potrebbero, con il loro interessamento, modificare o quanto meno attuare una politica mirata a riportare la nostra città ad un luogo d’interesse storico-culturale, così come lo era sino a qualche decennio fa.

 

 

 



Pubblicato giovedì 08 dicembre 2011

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