Liceo Classico 

Archeologia al S. Caterina

Conoscere le proprie origini per conoscere meglio se stessi

 

 

 

Il 13 e 14 dicembre p.v. le classi prime del Liceo Scientifico, accompagnate dagli insegnanti di Storia e di Lettere si recheranno a visitare il museo di S. Caterina (Treviso). E’ una delle varie attività che vedranno coinvolte le classi prime nel corso di questo anno scolastico. Va precisato che gli alunni non visiteranno tutto il museo, ma la sezione archeologica, e di essa il settore delle testimonianze preromane nel territorio trevigiano. 
Infatti, non avrebbe nessun senso presentare agli studenti anche quelle testimonianze di civiltà e di epoche che non sono ancora state affrontate nelle lezioni in aula: sarebbe una forma di consumismo culturale dell’“usa e getta” o del “mordi e fuggi”, che se può essere accettabile nell’ambito di un viaggio vacanziero, sarebbe controproducente in un percorso educativo-formativo di un giovane. Proprio perché questa esperienza s’incarni nel loro vissuto, nelle settimane precedenti gli alunni sono stati preparati a questa visita e ci sarà anche un momento di verifica nei giorni successivi ad essa. 
Ci si deve accostare, infatti, ai reperti archeologici con conoscenza, rispetto e stupore, perché essi sono testimonianza della vita quotidiana di giovani, adulti, uomini e donne vissuti oltre duemila anni fa. Osservando in esposizione le urne cinerarie, i dischi votivi, gli spilloni, le armi, gli strumenti di lavoro, gli alunni potranno sferragliare la loro immaginazione e rivivere le azioni, gli stati d’animo, le speranze ed i timori di un giovane della loro età e dei suoi familiari, vissuti secoli prima della venuta di Cristo. Gli studenti vedranno il frutto del lavoro umano e potranno apprezzare l’abilità dei loro antenati nella fusione dei metalli, nella lavorazione di vasi più o meno importanti; vedranno come l’ingegno umano con le sue produzioni possa essere promotore di pace o di guerra, di floridezza o di distruzione. 
Tutto questo i nostri giovani studenti potranno vedere e pensare. Quello che vedranno nelle teche del museo non sarà allora vecchiume ammuffito, ma un insieme di strumenti, che consentiranno a loro stessi di conoscere almeno una parte delle loro origini. Questo intento non è secondario, perché chi conosce le proprie origini conosce meglio se stesso.
Il 13 e 14 dicembre p.v. le classi prime del Liceo Scientifico, accompagnate dagli insegnanti di Storia e di Lettere si recheranno a visitare il museo di S. Caterina (Treviso). E’ una delle varie attività che vedranno coinvolte le classi prime nel corso di questo anno scolastico. Va precisato che gli alunni non visiteranno tutto il museo, ma la sezione archeologica, e di essa il settore delle testimonianze preromane nel territorio trevigiano. 
Infatti, non avrebbe nessun senso presentare agli studenti anche quelle testimonianze di civiltà e di epoche che non sono ancora state affrontate nelle lezioni in aula: sarebbe una forma di consumismo culturale dell’“usa e getta” o del “mordi e fuggi”, che se può essere accettabile nell’ambito di un viaggio vacanziero, sarebbe controproducente in un percorso educativo-formativo di un giovane. Proprio perché questa esperienza s’incarni nel loro vissuto, nelle settimane precedenti gli alunni sono stati preparati a questa visita e ci sarà anche un momento di verifica nei giorni successivi ad essa. 
Ci si deve accostare, infatti, ai reperti archeologici con conoscenza, rispetto e stupore, perché essi sono testimonianza della vita quotidiana di giovani, adulti, uomini e donne vissuti oltre duemila anni fa. Osservando in esposizione le urne cinerarie, i dischi votivi, gli spilloni, le armi, gli strumenti di lavoro, gli alunni potranno sferragliare la loro immaginazione e rivivere le azioni, gli stati d’animo, le speranze ed i timori di un giovane della loro età e dei suoi familiari, vissuti secoli prima della venuta di Cristo. Gli studenti vedranno il frutto del lavoro umano e potranno apprezzare l’abilità dei loro antenati nella fusione dei metalli, nella lavorazione di vasi più o meno importanti; vedranno come l’ingegno umano con le sue produzioni possa essere promotore di pace o di guerra, di floridezza o di distruzione. 
Tutto questo i nostri giovani studenti potranno vedere e pensare. Quello che vedranno nelle teche del museo non sarà allora vecchiume ammuffito, ma un insieme di strumenti, che consentiranno a loro stessi di conoscere almeno una parte delle loro origini. Questo intento non è secondario, perché chi conosce le proprie origini conosce meglio se stesso.
Il 13 e 14 dicembre p.v. le classi prime del Liceo Scientifico, accompagnate dagli insegnanti di Storia e di Lettere si recheranno a visitare il museo di S. Caterina (Treviso). E’ una delle varie attività che vedranno coinvolte le classi prime nel corso di questo anno scolastico. Va precisato che gli alunni non visiteranno tutto il museo, ma la sezione archeologica, e di essa il settore delle testimonianze preromane nel territorio trevigiano. 
Infatti, non avrebbe nessun senso presentare agli studenti anche quelle testimonianze di civiltà e di epoche che non sono ancora state affrontate nelle lezioni in aula: sarebbe una forma di consumismo culturale dell’“usa e getta” o del “mordi e fuggi”, che se può essere accettabile nell’ambito di un viaggio vacanziero, sarebbe controproducente in un percorso educativo-formativo di un giovane. Proprio perché questa esperienza s’incarni nel loro vissuto, nelle settimane precedenti gli alunni sono stati preparati a questa visita e ci sarà anche un momento di verifica nei giorni successivi ad essa. 
Ci si deve accostare, infatti, ai reperti archeologici con conoscenza, rispetto e stupore, perché essi sono testimonianza della vita quotidiana di giovani, adulti, uomini e donne vissuti oltre duemila anni fa. Osservando in esposizione le urne cinerarie, i dischi votivi, gli spilloni, le armi, gli strumenti di lavoro, gli alunni potranno sferragliare la loro immaginazione e rivivere le azioni, gli stati d’animo, le speranze ed i timori di un giovane della loro età e dei suoi familiari, vissuti secoli prima della venuta di Cristo. Gli studenti vedranno il frutto del lavoro umano e potranno apprezzare l’abilità dei loro antenati nella fusione dei metalli, nella lavorazione di vasi più o meno importanti; vedranno come l’ingegno umano con le sue produzioni possa essere promotore di pace o di guerra, di floridezza o di distruzione. 
Tutto questo i nostri giovani studenti potranno vedere e pensare. Quello che vedranno nelle teche del museo non sarà allora vecchiume ammuffito, ma un insieme di strumenti, che consentiranno a loro stessi di conoscere almeno una parte delle loro origini. Questo intento non è secondario, perché chi conosce le proprie origini conosce meglio se stesso.

 

Il 13 e 14 dicembre p.v. le classi prime del Liceo Scientifico, accompagnate dagli insegnanti di Storia e di Lettere si recheranno a visitare il museo di S. Caterina (Treviso). E’ una delle varie attività che vedranno coinvolte le classi prime nel corso di questo anno scolastico. Va precisato che gli alunni non visiteranno tutto il museo, ma la sezione archeologica, e di essa il settore delle testimonianze preromane nel territorio trevigiano

Infatti, non avrebbe nessun senso presentare agli studenti anche quelle testimonianze di civiltà e di epoche che non sono ancora state affrontate nelle lezioni in aula: sarebbe una forma di consumismo culturale dell’“usa e getta” o del “mordi e fuggi”, che se può essere accettabile nell’ambito di un viaggio vacanziero, sarebbe controproducente in un percorso educativo-formativo di un giovane. Proprio perché questa esperienza s’incarni nel loro vissuto, nelle settimane precedenti gli alunni sono stati preparati a questa visita e ci sarà anche un momento di verifica nei giorni successivi ad essa. Ci si deve accostare, infatti, ai reperti archeologici con conoscenza, rispetto e stupore, perché essi sono testimonianza della vita quotidiana di giovani, adulti, uomini e donne vissuti oltre duemila anni fa. Osservando in esposizione le urne cinerarie, i dischi votivi, gli spilloni, le armi, gli strumenti di lavoro, gli alunni potranno sferragliare la loro immaginazione e rivivere le azioni, gli stati d’animo, le speranze ed i timori di un giovane della loro età e dei suoi familiari, vissuti secoli prima della venuta di Cristo. Gli studenti vedranno il frutto del lavoro umano e potranno apprezzare l’abilità dei loro antenati nella fusione dei metalli, nella lavorazione di vasi più o meno importanti; vedranno come l’ingegno umano con le sue produzioni possa essere promotore di pace o di guerra, di floridezza o di distruzione. 

Tutto questo i nostri giovani studenti potranno vedere e pensare. Quello che vedranno nelle teche del museo non sarà allora vecchiume ammuffito, ma un insieme di strumenti, che consentiranno a loro stessi di conoscere almeno una parte delle loro origini. Questo intento non è secondario, perché chi conosce le proprie origini conosce meglio se stesso.

 

 

 



Pubblicato mercoledì 07 dicembre 2011

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